21/10/2006 AVANTI INDIETRO DESTRA SINISTRA
Scusate se scrivo questo post senza chiedere il permesso a nessuno. Ma è necessario, più di quanto pensiate. Ieri sera, nel festeggiare il compleanno di Jacopo e Ludovico,non so se ve ne siete accorti, ma abbiamo veramente dimostrato che cosa vuol dire essere del Nicchio.In barba alla gente che c’era, in barba al ghiaccio che portava con sè tutti i raffreddori possibili ed immaginabili, ci siamo abbracciati, schierati e abbiamo cominciato con un divertente balletto. Tutti uniti, tutti insieme, senza gerarchie, carte d’identità, club privati e sottogruppi, ci siamo presi fra di noi ed abbiamo cominciato a berciare. Non perché s’era tanti, non perché s’era briachi fradici, non perché ci serviva visibilità verso quelli delle altre contrade.Ma perché semplicemente, s’era tutti del Nicchio, dal primo all’ultimo, e non era importante chi monta i tavoli o chi non li monta, chi serve e chi non serve, chi gioca a calcio in valle o chi non ci gioca; era importante solo essere del Nicchio e vi giuro che in quel momento se non abbiamo toccato il massimo della nostra essenza di vita, ci siamo andati parecchio vicini.Non so che cosa ci vediate dietro a questo gesto. Ma io sono sicuro che è da qui che i Gufingoli, e quindi la nostra generazione Nicchiaiola, devono ripartire. Da quel sentirci tutti abbracciati, sudati e stanchi, ma con la stessa voglia di arrivare fino in fondo come se fossimo solo all’inizio del nostro cammino. Non siamo affatto morti. Siamo ancora più forti di prima.


